giustificazione valutazione rischi

La giustificazione e la valutazione dei rischi.

Introduzione

La valutazione dei rischi è un esame di tutti i rischi presenti in un ambiente di lavoro finalizzata a pianificare l’attuazione delle misure volte alla loro eliminazione o riduzione a livello accettabile.

Si basa su una determinazione quantitativa del rischio associato ad una specifica situazione di pericolo per la salute e l’integrità del lavoratore che generalmente tiene conto di due fattori principali: 

  • la possibilità che l’evento possa verificarsi (probabilità)
  • le conseguenze che ne potrebbero derivare (magnitudo o danno)

Per ogni fattore di rischio presente nel decreto*, viene inoltre generalmente indicato un valore, un livello soglia, oltre il quale non è possibile sottoporre il lavoratore e, quando ciò accade per le caratteristiche della lavorazione, sono previste una serie di attenzioni che hanno la funzione di proteggerlo (ad esempio i DPI, la formazione specifica, ecc.) o di seguirlo nella sua vita lavorativa per controllarne la salute (sorveglianza sanitaria).

* 81/2008

Per alcuni rischi il decreto* suggerisce che si possa utilizzare la giustificazione: di cosa si tratta? 

* Nel decreto la giustificazione è espressamente prevista dall’art. 181, c. 3 e dall’art. 223, c. 5; il primo articolo si collega ai rischi fisici contenuti nel Titolo VIII mentre l’art. 223 è collegato alle sostanze pericolose (Titolo IX).

La giustificazione

Si definisce “giustificabile” una situazione in cui il datore di lavoro può concludere il processo di valutazione del rischio già dalla fase preliminare e senza la necessità di ulteriori misurazioni strumentali o similari qualora emerga l’assenza del rischio o una sua palese trascurabilità.

Dall’analisi preliminare una “esposizione lavorativa giustificabile” deve risultare innocua per tutte le categorie di soggetti potenzialmente esposti, inclusi i soggetti particolarmente sensibili, e tale deve rimanere anche per il futuro non potendo mai dare luogo nel tempo ad alcuna situazione potenzialmente pericolosa, sia in termini di effetti diretti che di effetti indiretti. 

Concretamente una condizione giustificabile non necessita dell’attuazione delle specifiche misure di controllo e gestione del rischio (es. procedure di manutenzione, acquisto/sostituzione attrezzature, tutela soggetti sensibili, DPI, ecc.).

Non è sufficiente, quindi, che l’esposizione al possibile rischio sia al di sotto del valore soglia o di riferimento presente nel decreto ma deve risultare l’innocuità dell’esposizione al rischio.

Facciamo un esempio di come è possibile utilizzare la giustificazione.

In presenza di rischio chimico, deve esserci la preliminare individuazione di eventuali agenti chimici pericolosi e la valutazione delle loro proprietà pericolose, il livello, il modo e la durata dell’esposizione, le circostanze e le quantità e i valori limiti previsti, le misure generali di prevenzione, ecc.

Se da questa fase preliminare emerge che il lavoratore è sottoposto ad un rischio trascurabile il datore di lavoro può autocertificare la “condizione di rischio basso per la sicurezza e irrilevante per la salute” senza fare ricorso né a metodi di calcolo né a misurazioni. La giustificazione consente quindi al datore di lavoro di terminare il processo di valutazione dei rischi senza ulteriori approfondimenti in quanto “la natura e l’entità dei rischi connessi con gli agenti chimici pericolosi rendono non necessaria un’ulteriore valutazione maggiormente dettagliata dei rischi”

Con la giustificazione in pratica il datore di lavoro dichiara che le misure generali per la prevenzione dei rischi sono sufficienti a ridurre il rischio e non è necessario applicare le misure specifiche di protezione e prevenzione (art. 225), la sorveglianza sanitaria (art. 229) e le cartelle sanitarie di rischio (art. 230). Inoltre il datore di lavoro indicherà sempre nel DVR che sussiste un monitoraggio continuo per individuare nel tempo eventuali modifiche a quanto dichiarato.

Analogamente a quanto sopra suggerito per il rischio chimico* si dovrà procedere per i rischi di rumore, ultrasuoni, infrasuoni, vibrazioni, radiazioni ottiche di origine artificiale, campi elettromagnetici, microclima**, utilizzando, quando necessaria, la “giustificabilità” permessa dalla normativa***.

* Titolo IX

** indicati nel Titolo VIII

*** art. 181 c.3

Un ultimo suggerimento

E se non ho per nulla uno specifico rischio? Ad esempio, se (fortunatamente e come dovrebbe essere) non ho l’amianto nel mio edificio?

La regola prevede SEMPRE che si effettui la valutazione, una ricerca preliminare del rischio. Non riscontrare rischio giustificherebbe la mancata necessità di fare altro*

* come effettuare gli ulteriori adempimenti previsti dal Capo III del Titolo IX.

In caso contrario, in presenza di un rischio normato e non presente nel DVR (come ricerca effettuata dal datore di lavoro per verificarne la presenza), il datore di lavoro potrebbe essere sanzionato per omessa valutazione del rischio (nella sostanza è come dire: come puoi tu, datore di lavoro, affermare che non hai la presenza di amianto nel tuo luogo di lavoro, se non l’hai cercato?).

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