Dispositivi Protezione Individuale Scuola

Come si regola l’utilizzo di Dispositivi di Protezione Individuale nella scuola?

Introduzione 

Parliamo delle caratteristiche e dei criteri di individuazione dei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI)* in funzione dei rischi ai quali è sottoposto il lavoratore.

* titolo III del D.Lgs n. 81/2008 – al Capo II – e l’Allegato VII

La fornitura dei DPI nella scuola costituisce uno degli obblighi del Dirigente Scolastico in qualità di Datore di Lavoro.

Quando richiesto dalle attività svolte, i dispositivi devono essere messi a disposizione sia dei lavoratori che degli allievi, in particolare durante le esercitazioni in laboratorio.

Ma cosa si intende per “Dispositivo di Protezione Individuale” nel Testo Unico sulla Sicurezza? 

Per “Dispositivo di Protezione Individuale” l’articolo 74 intende “qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonché ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo”.

DPI: la classificazione

I DPI così definiti sono classificati in tre categorie:

  • nella 1a categoria sono compresi i dispositivi che proteggono da rischi di danni fisici di lieve entità
  • nella 3a categoria sono raccolti i dispositivi che proteggono da rischi di morte o lesioni gravi e di carattere permanente
  • nella 2a categoria troviamo tutti i dispositivi che proteggono dai rischi non coperti dalla prima e dalla terza categoria

In base alla categoria di appartenenza i DPI dovranno essere in possesso di:

  • marcatura CE e dichiarazione di conformità CE del fabbricante (tutte le categorie)
  • attestato di certificazione CE rilasciato dall’organo notificato (2a e 3a categoria)
  • sottoposizione a sistemi di controllo della produzione da organismo di controllo competente (3a categoria)

I DPI dovranno anche essere provvisti di una nota informativa conosciuta come “scheda tecnica” o “istruzioni per l´uso”, redatta (anche) in italiano. 

Non solo DPI

Un aspetto molto importante da tenere sempre presente è che i DPI non sono il primo strumento che il datore di lavoro (ovvero, il Dirigente Scolastico) deve mettere in campo per proteggere i lavoratori. 

L’impiego dei dispositivi di protezione individuali è, infatti, successivo alla valutazione dei rischi.

E la valutazione dei rischi ha una codifica* che vede obbligatori alcuni passaggi così sintetizzabili:

a) preliminare ricerca e individuazione dei rischi ai quali sono sottoposti i lavoratori;

b) eliminazione dei rischi individuati;

c) non essendo la maggior parte dei rischi eliminabile del tutto, ciò che viene di fatto richiesto dalla norma è quello di ridurli comunque al minimo (in base alla lavorazione svolta e tramite attrezzature più sicure, sostanze meno pericolose, apparecchiature e macchinari più moderni, procedure operative aggiornate, organizzazione del lavoro, ecc.).

*decreto 81/2008

A questo punto il rischio collegato al lavoratore viene rivalutato (di fatto svolgiamo la “valutazione dei rischi residui”, visto che tutto quello che potevamo fare per ridurre al minimo il rischio originale, lo abbiamo fatto) e viene nuovamente individuato il livello di rischio a cui è sottoposto il lavoratore in relazione al “valore soglia” previsto per il rischio che stiamo esaminando.

Il valore soglia

Che cos’è il valore soglia? È quel valore per quel “rischio specifico”, al di sopra del quale la norma* chiede specifici interventi.

*decreto 81/2008 

Ad esempio:

  • per i videoterminali il valore soglia sono le “20 ore” settimanali di lavoro al videoterminale (e in questo caso scatta la sorveglianza sanitaria)
  • per il rischio rumore (non di picco) il valore soglia scatta per le lavorazioni che superino gli 80 decibel, (e poi 85 e 87 dB) e prevede l’utilizzo della sorveglianza sanitaria e dei DPI (offerti al lavoratore o obbligatori a secondo del valore superato)
  • per il rischio chimico è il superamento del valore soglia (valore limite) in rapporto al tempo di esposizione alla sostanza esaminata* 

*cosi come indicato nell’Allegato XXXVIII del Testo Unico

Principale scopo di questa “valutazione finale” è quindi riportare il valore del rischio “sotto soglia”, grazie all’uso dei DPI, e controllare lo stato di salute del lavoratore nel tempo con la sorveglianza sanitaria.

Come comportarsi

Sintetizzando quanto sopra detto i DPI sono obbligatori quando il rischio esaminato non può essere eliminato o sufficientemente ridotto, in termini di accettabilità, attraverso l’adozione dei normali sistemi di prevenzione e di protezione.

Nella scuola, una volta individuate le lavorazioni per le quali si rende necessario, a completamento delle altre misure di prevenzione attuate, l’uso dei DPI (ad esempio, per le attività svolte dai collaboratori scolastici nelle operazioni di pulizia), si dovranno definire le caratteristiche tecniche dei DPI necessari e, se possibile, coinvolgere il personale nella identificazione del DPI più adatto.

La scuola dovrà sempre tener traccia (tramite un apposito registro dei DPI o con qualsiasi altro mezzo, cartaceo o telematico) delle procedure di identificazione, acquisto, consegna, sostituzione, addestramento e formazione, sorveglianza e verifica dell’uso. 

Fondamentale, in quest’ultima fase, è il coinvolgimento del “preposto alla sicurezza”, che è quella figura prevista dal Testo Unico* che ha proprio il compito di “sovrintendere e vigilare sulla osservanza da parte dei singoli lavoratori (….) sull’uso dei mezzi di protezione collettivi e dei dispositivi di protezione individuale messi a loro disposizione e, in caso di rilevazione di comportamenti non conformi alle disposizioni e istruzioni impartite dal datore di lavoro e Dirigenti ai fini della protezione collettiva e individuale, intervenire per modificare il comportamento non conforme fornendo le necessarie indicazioni di sicurezza”.

* art.19

Quanto sopra detto assume ancor più rilevanza per quanto riguarda gli studenti degli istituti superiori (e non solo) che operano nei laboratori.

La normativa* li equipara ai lavoratori e nelle loro attività “lavorative” (ad esempio, nei laboratori chimici, elettronici, meccanici, ecc.) l’utilizzo dei DPI, quando necessari, non è cosa di cui ci si possa “dimenticare” ed anzi, con ancor più attenzione e precisione, è opportuno che tutte le fasi precedentemente indicate (illustrative, formative, di consegna, procedurali, operative) trovino sempre puntuale traccia scritta in un apposito registro della sicurezza.

* art. 2 al punto 1, lettera a) 

I DPI per gli allievi non hanno però il solo scopo di proteggerli. 

Anche quando la norma non li impone (ad esempio per attività che non superano gli 80 dB(A), quindi con livelli di esposizione al rumore inferiori ai livelli “soglia”) è buona norma che siano comunque utilizzati otoprotettori; in questo caso hanno la funzione di “sussidio didattico” e indirizzano gli studenti verso una maggiore consapevolezza dei rischi e la presa di coscienza della necessità di essere “attori” della sicurezza, dapprima nella scuola poi, nel prossimo futuro, nel mondo del lavoro.

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