Cosa fanno i Preposti per la sicurezza della scuola?

Introduzione

È opinione diffusa che i poteri e le responsabilità del preposto alla sicurezza nascano necessariamente da una nomina o da una delega*. Molto spesso, quindi, i Dirigenti Scolastici procedono alla nomina dei preposti come se fossero addetti alla squadra di primo soccorso o antincendio, convinti che con la nomina si trasferiscano formalmente compiti e responsabilità.

* art. 2, lett. a) e art. 19 del D.lgs. 81/2008

In realtà, la figura del preposto (così come quella del Dirigente) ha in sé un’originaria sfera di responsabilità che non ha bisogno di deleghe o nomine per essere operante, in quanto deriva direttamente dai compiti svolti o dal fatto.

Chi è il preposto

La figura del preposto, infatti, è descritta come “persona che, in ragione delle competenze professionali e nei limiti di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell’incarico conferitogli, sovrintende alla attività lavorativa e garantisce l’attuazione delle direttive ricevute, controllandone la corretta esecuzione da parte dei lavoratori ed esercitando un funzionale potere di iniziativa”*.

* n. 81/2008 all’art. 2 lett. e)

Con le modifiche* che hanno imposto al datore di lavoro (Dirigente scolastico nella scuola) l’individuazione dei preposti (si badi bene: cosa diversa dalla nomina), si è in pratica chiesto ai Dirigenti Scolastici di individuare chi, tra i lavoratori, ha (o potrebbe avere, aggiungiamo noi) i compiti previsti dall’art. 19 del Testo Unico in virtù delle attività che svolge all’interno della scuola.

* Legge 17 dicembre 2021, n. 215

Cosa fa un preposto

Il preposto alla sicurezza, quindi, è colui (colei) che sovrintende ad una lavorazione svolta da altri, controllando che sia eseguita correttamente (in termini di sicurezza). 

Garantisce, inoltre, che le attrezzature utilizzate siano valide, efficienti, complete dei dispositivi di sicurezza previsti e perfettamente funzionanti, che gli impianti e i macchinari siano validi e utilizzati secondo la norma, che il lavoratore svolga correttamente l’attività così come da direttive ricevute.

Nella scuola, così come indicato alla lettera a) del succitato articolo 2, sono “equiparati ai lavoratori gli allievi degli istituti di istruzione nei quali si faccia uso di laboratori, attrezzature di lavoro in genere, agenti chimici, fisici e biologici, ivi comprese le apparecchiature fornite di videoterminali, limitatamente ai periodi in cui l’allievo sia effettivamente applicato alle strumentazioni o ai laboratori in questione”.

Identificare i preposti

A questo punto possiamo iniziare a “identificare i preposti”:

  • Nei laboratori, chi sovrintende alle attività “lavorative” degli alunni (ora equiparati ai lavoratori) garantendo una corretta esecuzione (in termini di rispetto delle regole ai fini della sicurezza)? 
  • Chi ha tra i suoi compiti la verifica delle attrezzature e dei macchinari?
  • Chi è che in segreteria dà le indicazioni al personale amministrativo, affidando compiti da svolgere tramite VDT? E chi, tra i collaboratori scolastici, ha ricevuto l’incarico di “coordinare” i colleghi durante le attività lavorative? 
  • E quale altro lavoratore ha, tra i suoi compiti, quello di poter guidare e controllare altri lavoratori nei loro compiti? Ad esempio, chi, all’interno di un plesso, indirizza le lavorazioni degli altri, distribuendo nelle varie classi, in assenza del docente titolare, i minori rimasti improvvisamente senza vigilanza? Incidendo quindi sugli spazi e sul numero di alunni in classe? 

Chi sostituirà il preposto in caso di assenza?

In tutti i precedenti esempi non va mai dimenticato che dovremo comunque individuare anche chi sostituirà il lavoratore “preposto alla sicurezza”, in caso di assenza.

Come si vede, una semplice riflessione che tenga conto di chi, all’interno della scuola, è “tenuto” a fare una determinata cosa ci consentirà di individuare chi, “per legge”, è ritenuto “preposto alla sicurezza”, così da poterlo opportunamente individuare in vari modi (all’interno del DVR, nell’organigramma della sicurezza, con provvedimento formale, ecc.) e indirizzare alla formazione prevista per questa figura.

Senza mai dimenticare che, in ogni caso, le responsabilità previste per il preposto gravano “anche” sul soggetto che, pur sprovvisto di regolare investitura, eserciti in concreto i poteri giuridici riferiti per questa figura*

* art. 299 del D. Lgs. 81/2008

Volendo con ciò dire che se uno svolge i compiti di preposto in assenza di provvedimento formale (“faccio” il capo reparto senza esser stato nominato capo reparto) per la norma è come se lo fosse.

Un esempio

Un semplice esempio potrà chiarire i possibili sviluppi di questo impianto normativo: a un docente di italiano viene chiesto di sostituire momentaneamente il collega di chimica, impegnato con i suoi allievi in laboratorio, per permettergli di raggiungere la dirigenza o la segreteria per comunicazioni urgenti.

Questa banale situazione eleva però notevolmente i rischi, in primis per gli allievi, che di fatto “lavorano” vigilati da un soggetto privo delle conoscenze necessarie per poterli indirizzare e gestire correttamente in caso di necessità. 

Laddove dovesse accadere qualcosa di spiacevole i profili di responsabilità coinvolti sarebbero: 

  • il Dirigente Scolastico, quantomeno per l’organizzazione carente e per responsabilità oggettiva, 
  • il docente titolare, che ha ceduto la sua funzione di preposto a un soggetto non adeguato 
  • il docente di italiano che – in buona fede – pensava solo di fare un favore al collega allontanatosi qualche minuto ed ha invece avocato a se la funzione di preposto, senza averne le competenze

Si cita, a solo titolo di parziale supporto a quanto detto in precedenza, la sentenza della Corte di Cassazione che ha ribadito che un preposto, sia esso munito di investitura formale che nei fatti, anche laddove non avesse seguito il corso di formazione e aggiornamento previsto dalla norma, è comunque responsabile per l’infortunio di un lavoratore al quale aveva dato disposizioni operative.

* n. 30800 del 9 agosto 2022

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